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Il look giusto per chi balla

Il ballo di coppia è tra le altre cose uno sport che richiede accessori e abbigliamento appropriati. Tu ti vesti nel modo giusto?

Bisogna tenere conto che ballando farai attività fisica intesta, suderai e però dovrai anche condividere spazi con gli altri, talvolta anche stretti. Quando pratichiamo uno sport siamo attenti ai dettagli che ci consentano di rispettare un certo livello tecnico, ma spesso nel ballo queste regole passano in secondo piano per privilegiare l’aspetto estetico e una certa gradevolezza. 

Ecco di seguito qualche regola per lasciare all’occhio la sua parte senza infastidire i nostri compagni di pista.

Abbigliamento sintetico. 

Inutile dire che ballando ci riscaldiamo e sudiamo, quindi indossare camicie e fascianti abiti in materiale sintetico ci rende impresentabili dopo un quarto d’ora. Meglio materiali naturali che lascino traspirare la pelle e favoriscono una sudorazione meno abbondante, anche nel rispetto delle persone che ci stanno vicino.

Scarponi in tutte le declinazioni per l’uomo. 

Assolutamente no. Il piede è la parte del corpo maggiormente sollecitata durante il ballo, quello che sostiene il portamento e conferisce eleganza. Già normalmente deve muoversi leggero sfiorando i piedi della dama senza calpestarli, ma come pensate di fare se ai piedi portate scarponi pesanti che vi inibiscono ogni sensibilità? Un piccolo errore rischia di essere fatale alla ballerina e al proseguo della vostra serata.

Accessori metallici.

A meno che non siano piccolissimi e non appuntiti, meglio evitare. Il ballo di coppia è fatto di rapidi movimenti di mani, braccia e gambe, che spesso vanno a sfregare il partner.

Quindi indossare orologi voluminosi, anelli sporgenti e bracciali taglienti rischia di lasciare il segno sul vostro compagno e su di voi.

Orecchini e collane.

Sempre per la serie accessori pericolosi, grazie a collane e orecchini in pista se ne vedono di tutte. Meglio evitare orecchini pendenti e collane voluminose, perché primo si slacciano facilmente e si perdono in pista, secondo sono veri e propri corpi contundenti, quando non restano impigliati in abiti e capelli.

È naturale che le dame vogliano essere attraenti sulla pista, ma è anche giusto pensare che non si andrebbe conciate così ad una gara di atletica.

Cinture.

I ballerini professionisti sono in genere molto attenti al look ma anche alla praticità dei capi che indossano.  

Perciò evitano categoricamente di indossare cinture afferratutto che possano impigliarsi nel proprio abbigliamento o in quello del partner, con il rischio di perdere pezzi sulla pista o farsi del male. Quel che di peggio può capitare in gara è restare impigliati in un accessorio troppo sporgente e metterci lunghissimi secondi per dipanare la matassa perdendo tempo preziosissimo per il programma. Anche se non siamo ad una competizione, impariamo da loro ed evitiamo di tornare a casa con i vestiti strappati ^_^ 

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Balliamo per passione o per socializzare?

Chi vive nel mondo del ballo da molti anni avrà sicuramente visto un netto cambiamento, una svolta sociale nelle modalità di frequentazione dei corsi e delle piste intorno ad una decina di anni fa.

Questo netto cambiamento, che potremmo anche chiamare solco, ha costituito una mutazione inesorabile nelle motivazioni insite alla frequentazione di una scuola di ballo.

Che cosa cercano molte (ma non tutte) le persone oggi?

Cercano un mezzo di aggregazione rapido, il cui intento primario non è quindi più la competenza del maestro, ma la qualità/quantità di persone single che si possono incontrare ad un corso di ballo. Questo fa male alla scuola ma anche a chi la frequenta.

Alcuni hanno davvero il desiderio di approfondire la materia, di utilizzare il corso come valvola di sfogo allo stress quotidiano, come iniezione di autostima per l’acquisizione di nuove competenze e come pura e semplice fonte di benessere e divertimento. 

La gran parte degli iscritti spesso si accontenta di partecipare ad un corso e accedere alla chat di gruppo della classe. Successivamente si forma una comitiva di allievi e nella chat di gruppo aumentano le occasioni di incontro extra ballo. Ci si vede per cene e attività varie.

Questo diffuso comportamento è il risultato dei cambiamenti sociali che stiamo vivendo a seguito dell’avvento dei social network, per cui davvero si è perso in molti ambiti il nocciolo della questione, in questo caso la passione per il ballo. 

Con il risultato che spesso il sabato sera nelle sale da ballo troviamo solo le persone seriamente motivate e appassionate, perché tutte le altre hanno avuto modo di socializzare tramite la chat di gruppo della scuola.

Certamente, anche prima di questo spartiacque la motivazione sociale alla frequentazione dei corsi era in parte di natura sociale, ma molte persone dopo un periodo di frequentazione scoprivano una profonda motivazione e di aver coronato il desiderio di ballare cullato da sempre.

Questo fenomeno dovrebbe verificarsi il meno possibile in una scuola di ballo con un livello qualitativo alto. 

In particolare, non si manifesta in quelle scuole con un’alta vocazione agonistica, perché qui troviamo solo persone altamente motivate e innamorate del ballo, che scoraggiano anche il principiante dal mero reperimento di un appuntamento per il sabato sera.

Facciamo un passo indietro e auspichiamo che la scelta della scuola sia dettata dal livello qualitativo dell’insegnamento, che la scuola stessa non sia costretta a diventare un’agenzia di organizzazione eventi o che il maestro non sia costretto a fare il P.R. perché la sua bravura si misura in altri termini. 

Ecco, se vi accade quanto sopra e siete motivati al ballo ma non alla sua implicazione “social”, semplicemente cambiate scuola.

Rimettete al centro voi per primi l’insegnamento, sia che siate allievi, sia che siate maestri, ed è chiaro che per lavorare i social network sono validi alleati se sapete come usarli, ma fate in modo che l’aggregazione si sposi sempre con la passione per la pista da ballo.

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Danza Sportiva: quand’è il momento di abbandonare?

Vorremmo condividere con voi una riflessione. È una risposta a una domanda che tante volte siamo costretti a farci: “Fino a che punto vado avanti?” Ha senso insistere ancora?”.

 

Ognuno se la fa per i più disparati motivi e non soltanto sportivi. Possono essere personali nel caso di studio, diete o in ambito lavorativo.
Nel mondo dello sport, molto spesso ci si fa questa domanda quando non si riesce a ottenere subito quel che si desidera.
Bene, noi crediamo che oggi il mondo vada troppo velocemente. La Pazienza, che sempre ci vuole, si è esaurita per la maggior parte delle persone, vogliono tutto e subito.

 

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Molti smettono dopo i primissimi tentativi, rinunciando per sempre.
Riteniamo tale atteggiamento sbagliato e controproducente. Se si vanno a leggere le storie di vita dei grandi sportivi, imprenditori o persone di successo del passato, si vedono attese infinite prima di trovare la strada, alcuni esempi possono essere: Michael Jordan, rifiutato da tante squadre di bassa serie prima di riuscire ad entrare nei Chicago Bulls nel 1984 oppure, in ambito imprenditoriale, pensiamo a Ray Kroc che apri il primo McDonald’s a 52 anni.

 

Cosa fare se uno capisce da sé che il suo momento non è ancora arrivato?….Personalmente noi crediamo in un solo mantra:

“Andate avanti! Senza smettere mai, neanche per un istante, di credere di poter arrivare alla meta sognata.”

 

Questo è il nostro pensiero ma è anche quello che cerchiamo di far comprendere a tutti i nostri atleti: Andare avanti, comunque, persistendo verso l’obiettivo, e non cedere mai, per nessun motivo. Perché il motivo per fermarsi non esiste, perché di vita ce ne è soltanto una e ognuno di noi ha il diritto (e il dovere) di provare a vivere al massimo i suoi sogni.

E cosa scopre chi ha il coraggio di insistere…..in tantissimi casi?…Che alla fine il sogno arriva, e allora diventi tu un esempio da seguire per tutti!

 

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