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Speciale introduzione allo sport, seconda parte. Quale sport scegliere?

Abbiamo visto nell’articolo precedente quanto sia difficile per un genitore scegliere insieme al proprio figlio un’attività sportiva che lo appassioni senza stancarlo, perché nella seconda parte dell’anno scolastico si assiste ormai da tempo all’abbandono dei corsi e al ritorno alla sedentarietà. 

Qui vediamo gli sport più diffusi tra cui scegliere. Troverete sicuramente quello più adatto a vostro figlio e alle sue inclinazioni.

Nuoto. Una delle discipline più scelte, perché considerata tra le più complete.

Aiuta la coordinazione e migliora il senso di sicurezza in acqua, per queste ragioni si può iniziare prestissimo. Il nuoto è uno sport simmetrico, perciò può essere praticato anche collateralmente ad uno sport asimmetrico, che sviluppa parti del corpo in modo eterogeneo, come il tennis o la scherma. 

Non crea carichi sull’apparato motorio per via dell’azione dell’acqua che sottraendo peso non presenta rischio di traumi. 

Se si inizia molto giovani, migliora la sicurezza in acqua e previene incidenti in acque libere, molto più frequenti in passato, laddove solo in pochi imparavano a nuotare fin da piccoli. Si inizia a partire dai 3 anni e l’attività agonistica inizia a 8.

Atletica leggera. 

Si inizia dai 6 – 8 anni in forma ludica, perché i bambini non tollerano sforzi prolungati. Infatti, dal punto di vista metabolico un bimbo non è preparato a sostenere ritmi e intensità eccessive. Fino all’adolescenza si tratta di un percorso di preparazione a quella che potrà diventare un’attività agonistica.

In generale migliora il bagaglio di esperienza delle attività motorie. L’attività agonistica si inizia non prima dei 16 anni.

Calcetto.

Si può iniziare a 7 – 8 anni. Trattandosi di sport di squadra, prima di questa età il bambino è troppo piccolo per capire le regole del gioco. Prima si può praticare il minicalcio, ovvero una pratica senza ruoli su un campo di dimensioni ridotte. Sviluppa lo spirito di squadra e migliora la capacità respiratoria, coordinazione e resistenza

Per contro, può stimolare una competizione esasperata e tende a sviluppare soprattutto gli arti inferiori. L’agonismo inizia a 12 – 13 anni

Ciclismo.

4 anni per un’attività ludica, perché stimola la capacità di affrontare problemi e l’autostima

È uno sport asimmetrico come il calcetto, che però insegna l’equilibrio, la coordinazione e il rispetto delle regole della strada. Dai 12 anni si può iniziare l’agonismo.

Pattinaggio.

A partire dai 5 anni, per promuovere l’equilibrio e la socializzazione. Costituisce un’ottima occasione di sviluppo delle capacità coordinative. Dai 7 anni si può iniziare l’agonismo.

Basket e pallavolo.

Sono considerati sport di situazione come il calcio e si possono iniziare a 7 – 8 anni. Sono attività complete, che sviluppano ogni parte del corpo e stimolano lo spirito di gruppo, precisione e abilità. L’agonismo si può fare a 12 – 13 anni

Arti marziali.

Richiedono una coordinazione neuromotorie che prima di una certa età è poco sviluppata. 

Richiedono forza e quindi si può iniziare a 8 – 9 anniSviluppano fiducia nelle proprie capacità e arginano l’aggressività. L’attività agonistica è indicata intorno ai 12 – 13 anni.

Tennis e scherma.

Richiedono capacità tattiche che i bambini piccoli non possiedono e sono sport asimmetrici, perché fanno lavorare solo una parte del corpo. I corsi iniziano dai 7 – 8 anni, ma è indispensabile che si faccia della preparazione atletica per riequilibrare la simmetria dell’allenamento.

Sono sport coinvolgenti e appassionanti, sviluppano in particolare la concentrazione e la disciplina. L’agonismo per il tennis è consigliato dai 10 anni, mentre per la scherma dagli 8 anni

Danza sportiva.

A partire dai 3 anni i bimbi possono frequentare corsi di danza sportiva propedeutici allo sviluppo di capacità motorie e di coordinazione. Dai 6 anni in poi inizia un vero percorso, ancora pervaso da un senso ludico, anche attraverso la condivisione degli obiettivi con un compagno di ballo, per arrivare fino all’agonismo. 

Oltre a costituire uno sport completo dal punto di vista fisico, dal punto di vista emotivo e caratteriale rafforza la sfera psichica e viene utilizzato anche come vettore di socializzazione con altri bambini.

Stimola nel bambino la formazione del concetto di disciplina e del raggiungimento di obiettivi che richiedono impegno e costanza, nell’ambito di una sana competizione.

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Bambini e ragazzi sport consigliato: Danza Sportiva.

Bambini e ragazzi sport consigliato: Danza Sportiva.

Ecco alcune domande più comuni che ci fanno i genitori prima di convincersi…

Anche la danza può essere vista come uno sport?
Sì, è una disciplina sportiva a tutti gli effetti, ma anche un percorso divertente, socializzante e un’arte.

A quale età si può iniziare?
A partire dai 3 anni i bambini possono frequentare corsi di danza sportiva propedeutici o psico-motricità, che durano fino ai 5 anni d’età. Dai 6 anni i bambini possono iniziare il percorso di danza sportiva iniziando a trovare un compagno/a di gioco/sport.

Che differenza c’è tra danza e danza sportiva?
Danza classica, danza moderna, hip hop sono discipline di danza senza lo scopo delle competizioni ma più accentrate al saggio o al teatro; mentre per danza sportiva si intende le discipline che hanno come scopo l’agonismo e le competizioni.
Nella danza sportiva troviamo le danze latino americane: Samba, Cha cha cha, Rumba, Paso Doble e Jive; e le danze standard: Valzer Inglese, Tango, Valzer Viennese, Slow Fox e Quick Step.

Che tipo di impegno comporta?
Al principio, si può scegliere la frequenza più adatta alle proprie esigenze. Il consiglio successivo, è di optare per un corso bisettimanale, di un’ora a lezione.

Com’è strutturata la lezione?
Si parte con un riscaldamento iniziale, affinché i muscoli siano ben pronti per gli esercizi successivi. Si passa all’azione specifica della disciplina (base del cha cha cha oppure valzer). La lezione si conclude con l’esecuzione di tutte le coreografie come da gara.

È un’attività per tutti o solo per alcune categorie?
La danza sportiva è davvero per tutti. Nonostante sia frequentata soprattutto dalle bambine, è in realtà molto adatta anche ai bambini maschi. Se molto piccoli assumerà i connotati del gioco, pur non tralasciando un aspetto importante: la disciplina.

Quali benefici si ottengono dalla Danza Sportiva?
A livello di formazione psicologica e personale, la danza sportiva, proprio per la disciplina che la governa, completa la persona sia a livello emotivo e caratteriale.
Dal punto di vista dello sviluppo fisico è un’ottima attività e viene utilizzata anche per socializzare e rapportarsi con gli altri bambini.

Il parere del medico sportivo

Ai bambini piccoli fa bene frequentare un corso di danza sportiva?
I bambini dai 3 ai 5 anni possono accostarsi alla danza sportiva (psicomotricità); in questa età, infatti, l’agilità e la mobilità articolare sono molto elevate. Per contro, il coordinamento è ancora piuttosto scarso, ma proprio grazie alla danza sportiva lo si può recepire rapidamente e associando il movimento anche al suono e ritmo.

Non si rischia di sviluppare solo alcune parti del corpo?
No, la danza sportiva è uno sport completo, che sviluppa tutta la muscolatura. Inoltre aumenta la destrezza e l’agilità, che sono funzioni propedeutiche per qualsiasi attività sportiva si voglia poi scegliere in seguito.

L’attività agonistica serve o è meglio uno sport senza competizioni?
La Federazione Italiana Danza Sportiva si prefigge lo scopo di promuovere la danza sportiva in tutte le sue forme, a livello psicologico la sana competizione stimola il bambino/a al raggiungimento di un’obbiettivo, partendo dall’impegno costante e continuato.
Questo modo di vedere l’ambito delle competizioni aiuta il piccolo a trovarsi meglio una volta nell’adolescenza o da adulto.

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